Centottantacinque

settembre 15th, 2014

Centottacinque. Mentre ancora facciamo i conti di giocAosta, viene fuori questo numero: 185 in cifre, centottantacinque in lettere. E’ un numerone. Ed è quello dei volontari registrati di giocAosta 2014. Tutti nomi e facce, non gente passata per caso in piazza: persone che hanno voluto e chiesto di essere volontari per la nostra manifestazione. E che hanno aiutato, ognuno secondo i propri desideri e le proprie disponibilità, a far vivere la nostra festa del gioco.

Bene: di tutti i numeri di giocAosta, che era la sesta, questo è il più strabiliante. Abbiamo raddoppiato i prestiti di giochi dello scorso, abbiamo aumentato gli orari di apertura e abbiamo affollato ogni attività, ma nessun numero regge il confronto con questo: 185. Centottantacinque persone, per un evento, possono essere già un folto pubblico. E invece, per noi, è il numero di chi ha scelto di dedicarsi a condividere una propria passione. Nella nostra piazza, nella nostra città, trasformandole per tre giorni. E accogliendo migliaia e migliaia e migliaia di persone.

Noi di Aosta Iacta Est, ancora una volta, abbiamo l’onore e il piacere di accogliere tante altre associazioni, altri gruppi, altre singole persone. Che si appuntano al petto i nostri badge o decidono di vestire i nostri colori, perché tutti insieme lavoriamo a un unico progetto, su un’unica idea. Siamo i padroni di casa di una festa con tanti invitati, tutti diversi e tutti con la propria scintilla di follia: da questo intreccio di strade e sentieri, abbiamo visto nascere qualcosa che è andato al di là di ogni ragionevole aspettativa. Ci siamo nutriti, ancora una volta, di sorpresa.

Abbiamo ancora tanto lavoro da fare per mettere in ordine e chiudere il progetto, ma quest’anno non possiamo impedirci di avere pagine nuove dove appuntarci già le idee, i correttivi, le possibilità che ci vengono in mente per il futuro. Perché centottantacinque è un numero che non può che essere fertile. E abbiamo ancora tanto da raccogliere, per festeggiare a lungo e seminare ancora.

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