Come spiegare un gioco a chi non lo conosce?

[...]
[Fabio] Lasciami dire che hai molta esperienza nell’insegnare boardgame, a Essen è stato sufficiente ascoltare la tua spiegazione di un gioco per convincer mi che sei il miglior dimostratore che io abbia mai incontrato. E so dalla mia esperienza che per spiegare un gioco serve molta più esperienza che per giocarlo.
Puoi rivelarci il tuo segreto?
 
[Scott] <ride> Sono un po’ imbarazzato da questo elogio. Spero di aver fatto un buon lavoro spiegando come si gioca, ma penso di essere molto lontano dai migliori. Ma ok, <ride> cercherò di risponderti meglio che posso.
 Per prima cosa, se devo insegnare un gioco, la cosa migliore è averci già giocato. Per molti giochi è difficile arrivare a capire come funziona il tutto solo leggendo le regole. Il lavoro peggiore lo feci anni fa quando cercai di imparare a giocare a Puerto Rico e contemporaneamente spiegarlo ad alcuni amici leggendo le regole a voce alta. Fu tremendo. Quegli amici non tornarono mai più a giocare con me. Fu allora che imparai che giocare aiuta ad apprendere come funzionano i meccanismi del gioco, e aiuta anche a memorizzare nella tua testa quelle “regolette” che facilmente vengono dimenticate.
Detto ciò, lo so che non è sempre possibile provare un gioco prima di doverlo insegnare. Questo è spesso il caso dei giochi che devo insegnare ad Essen, dato che escono dalle tipografie appena prima della fiera. Quest’anno, per esempio, abbiamo ricevuto le copie di Palais Royale letteralmente il mattino del primo giorno di fiera.
Se c’è un gioco che voglio insegnare, ed ho il gioco ma non l’ho mai provato prima, tiro fuori i componenti e faccio una partita di test, giocando da solo tutti i ruoli, così posso imparare i principi di come funziona il gioco.
 
Questi sono i passi preliminari che intraprendo nelle circostanze peggiori. In circostanze normali, insegno un gioco che ho già giocato. In generale ho una piccola formula che uso all’inizio della mia spiegazione: per prima cosa descrivo ai giocatori l’ambientazione in una o due frasi.
Per fare un esempio, per Dominion ho iniziato così la mia spiegazione: in Dominion siete un monarca che ha il controllo di un piccolo pezzo di terra. Durante la partita assumerete delle persone, costruirete degli edifici e investirete in loro del denaro nel tentativo di farli crescere e diventare più produttivi dei loro omologhi presso gli altri giocatori.
 
Successivamente descrivo loro il gioco in termini di meccanismi, con un paio di frasi. Per Dominion dico questo: le dieci carte con le quali partite (sette monete di rame e tre appezzamenti) sono il vostro Dominio. Durante il gioco acquisterete carte azione e carte denaro che utilizzerete per costruire un meccanismo che vi permetterà di acquistare carte punti vittoria. Alla fine la partita viene vinta dal il giocatore con più punti vittoria.
Ho scoperto che alle persone generalmente piace sapere che cosa stanno cercando di fare all’inizio della spiegazione. Se non glielo dite, sicuramente qualcuno vi chiederà “Qual’è lo scopo del gioco?”. Così vi conviene risolvere il dubbio fin dall’inizio. Normalmente la gente subito dopo chiede “Quando termina la partita?”. Non ho una risposta standard. Se è ovvio, comein un gioco di corsa dove il primo giocatore che taglia il traguardo vince, lo spiego apertamente. Se la condizione di termine è un po’ strana, come in Dominion, aspetto a spiegarla fino a quando non risulta più semplice comprenderla.
 
 A questo punto, non ho una formula standard per come spiegare le regole. Cambio il metodo di spiegazione a seconda del gioco. Se il gioco è strano, o più complesso della media, faccio un riassunto generale dei meccanismi , o un riassunto di come si svolge il round se il gioco è diviso in round. Ho scoperto che è utile introdurre l’ambientazione in punti difficili da ricordare per i giocatori. Per esempio, quando spiego come giocare a Caylus, dico ai giocatori che quando piazzano i lavoratori sulla strade nelle differenti caselle, spendere una moneta ogni volta che viene piazzato un lavoratore equivale a pagarlo per il lavoro che stanno facendo quel giorno.
Procedendo nella spiegazione, cerco di fare realmente l’azione per fissare l’idea nelle menti dei giocatori. Per Caylus, prendo realmente alcuni lavoratori e li piazzo sulla plancia come se stessi giocando. E poi continuo con le varie parti del round... per Caylus, significa far vedere loro cosa succede quando tutti i giocatori passano, come viene utilizzata la strada, come viene costruito il castello, e cosa accade alla fine del round, ed infine come si procede al round successivo.
 
 A questo punto, solitamente mi fermo e chiedo se tutti hanno capito ciò che ho spiegato fino a quel momento. Cerco di farlo sempre in determinati punti durante la mia spiegazione: dopo che ho spiegato lo scopo generale del gioco, i dettagli di un round, o del turno, un meccanismo complicato, e alla fine della spiegazione delle regole.
Se qualcuno ha una domanda su qualcosa che ho spiegato, cerco di rivederlo in un modo differente. Qualche volta succederà che la maggior parte dei presenti avrà capito le regole, ma una persona non ne avrà compresa una. Ho scoperto che questo capita  perché persone differenti imparano in modi differenti. Così se una persona non capisce un meccanismo, vuol dire che devo trovare un altro modo per spiegare il meccanismo. Il più delle volte cerco di utilizzare fisicamente i componenti del gioco per spiegare il meccanismo. In Hermagor, sposto i lavoratori nel mercato per mostrare come conteggiare i punti. In molti giochi, se tu spieghi solo con le parole, le persone non riusciranno a capire completamente i meccanismi. Le persone hanno bisogno di esempi concreti per imparare.
 
Qualche volta le persone fanno domande su parti del gioco che non ho ancora spiegato. Solitamente, se ho già insegnato altre volte un gioco, ho un ordine ben prefissato con il quale lo spiego. Cerco di evitare che le persone facciano uscire dai binari la mia spiegazione delle regole. Quello che ho visto è che alcune persone, normalmente i giocatori più competitivi, interrompano la spiegazione facendo domande sui meccnismi che non ho ancora trattato. Se l’oggetto della domanda è qualcosa che ha un senso trattare a quel punto, rispondo. Spesso però l’oggetto della domanda è meglio che venga trattato in un altro momento della mia spiegazione. Se rispondo in quel momento può succedere che io perda il filo del discorso, e come risultato posso dimenticare di spiegare alcuni punti.
Così, quando questo accade, dico alla persona che spiegherò quel punto successivamente. Solitamente è sufficiente dire “Tienilo in sospeso un attimo, risponderò tra poco”.  Se sto insegnando un gioco suddiviso in turni, a questo punto spiegherò cosa fa un giocatore nel suo turno. Prima farò un riassunto generale, SENZA dettagli.
Per usare ancora Dominion come esempio, dirò “Nel vostro turno, ci sono due cose che potete fare, e quindi due cose che dovete fare, sempre nello stesso ordine. Per prima cosa POTETE scegliere un’azione, quindi POTETE comprare una carta, quindi DOVETE sistemare la vostra are, quindi DOVETE pescare carte fino ad averne cinque in mano”. Quindi, passo dopo passo, spiego quali siano i singoli passaggi.
 
Per ultima cosa spiego quali sono le condizioni di fine partita. E dopo chiedo se ci sono domande. Se un gioco ha un meccanismo che vi permette di alterare le regole, che non sono cruciali per lo svolgimento della partita, non le spiego tutte. Ne spiego solo un paio e indico ai giocatori come consultare le regole per comprenderle quando si verificheranno durante la partita. La ragione è che illustrare tutte le eccezioni fa rallentare di molto la spiegazione, e saranno solitamente dimenticate quando verrà il momento di utilizzarle. Un esempio sono le carte di Palais Royale, o le carte di El Grande. Solitamente è sufficiente che i giocatori leggano il regolamento che spiega la carta specifica durante la partita. Ricordatevi che questa regola non si applica in casi come le carte di Dominion, dato che è indispensabile che i giocatori conoscano tutte le carte del gioco prima che possano giocare.
Normalmente è così che io spiego le regole dei giochi.
 
[parte dell'articolo "How to teach a boardgame
intervista a Scott Tepper"
apparso su ILSA n°5 del 17 Gennaio 2009]

http://www.ilsa-magazine.net
Scarica il N°5 direttamente da QUI!